Guerra in Ucraina, il ruolo segreto degli Usa: così dalla Germania una task force dirigeva sul campo le truppe di Kiev

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Il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra in Ucraina è stato, fin dall'inizio, ancora più profondo di quanto apparisse all’esterno. Circa due mesi dopo l’invasione russa, in Germania è stata siglata una partnership tra i vertici delle forze armate statunitensi e quelli di Kiev, che da quel momento è diventata la spina dorsale delle operazioni militari ucraine, pianificate nella base Usa di Wiesbaden, in Assia. A rivelarlo è il New York Times in una lunga inchiesta, “The Partnership: la storia segreta della guerra in Ucraina“, condotta dal giornalista Adam Entous attraverso più di trecento colloqui con fonti governative, militari e d’intelligence in dieci Paesi.

L’operazione, chiamata “Task force Dragon” e coordinata dai generali Mykhaylo Zabrodskyi e Christopher Donahue, mirava a unire le forze per consentire agli ucraini di sconfiggere i russi: ogni mattina da Wiesbaden gli ufficiali analizzavano gli schieramenti di Mosca e individuavano gli obiettivi più importanti, stilando una lista di priorità che veniva fornita all’intelligence per localizzarli. L'amministrazione Biden, scrive il Nyt, ha autorizzato di volta in volta diverse operazioni clandestine della partnership, con la massima attenzione a non superare le “linee rosse” che avrebbero potuto spingere Vladimir Putin a dar seguito alle sue minacce nucleari.

I successi di Kiev durante la controffensiva del giugno 2022 avevano fatto sperare nella riuscita del piano. Col passare del tempo però i rapporti tra i due comandi si sono irrigiditi, favendo emergere rivalità, risentimenti e idee distanti: a volte, ricostruisce il giornale, gli ucraini vedevano gli americani come autoritari, mentre i militari di Washington non capivano le resistenze degli alleati verso quelli che, a loro modo di vedere, erano semplicemente dei buoni consigli. In questo senso, si legge, la più grave rottura del rapporto di fiducia si è verificata nell’agosto 2024, quando le forze armate ucraine hanno invado nella regione russa di Kursk usando armi Usa, violando un limite concordato con Washington senza informare l’alleato. Un alto funzionario del Pentagono descrive questa mossa come ”un ricatto", in seguito al quale, però, gli Usa scelsero di non interrompere il supporto a Kiev. Quella scelta, afferma un’altra fonte, “avrebbe potuto portare a una catastrofe“: senza la protezione dei razzi Himars e dell'intelligence statunitense, i soldati ucraini sarebbero caduti in poco tempo.

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