Italia indietro sul benessere dei pesci: il nuovo manuale della Associazione piscicoltori italiani presenta lacune

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di Elisa Bianco, responsabile corporate engagement

Sono passati pochi giorni dagli Stati Generali della Maricoltura organizzati dall'Associazione Piscicoltori Italiani (API) a Roma e poche settimane da Aquafarm, dove è stato presentato un nuovo manuale sul benessere delle specie ittiche d'allevamento. Essere Animali ha voluto esaminare questo manuale, e quello che è emerge con evidenza è la mancanza di attenzione per uno degli elementi principali su cui le aziende italiane possono agire per alzare gli standard di benessere per i pesci, vale a dire lo stordimento prima della macellazione.

Manca infatti all'interno del manuale — promosso da API insieme all'Istituto Zooprofilattico delle Venezie — la menzione del metodo di stordimento riconosciuto come più efficace dalla comunità scientifica anche per spigole e orate: quello elettrico. Una tecnologia che per queste specie è già in uso in altri Paesi europei.

Spigole e orate sono tra le specie più allevate in Italia e, a maggior ragione, servirebbe supportare la competitività e l'avanzamento attivo dei produttori italiani che vogliono migliorare le condizioni in allevamento tramite un metodo di stordimento adeguato alla loro specie, proponendo al tempo stesso un prodotto di maggiore qualità.

Un altro elemento che il manuale non affronta in maniera adeguata ma che è di importanza cruciale per la salute anche umana è l'uso di antibiotici. Sebbene infatti il testo riconosca l'importanza di un uso responsabile di questi farmaci, mancano riferimenti espliciti all'eliminazione dell'uso profilattico — quindi a scopo preventivo prima ancora che un animale manifesti dei sintomi specifici di una determinata malattia — oppure alla limitazione dell'uso di antibiotici critici per la salute umana e alla predisposizione di obiettivi di riduzione, così importanti anche per lavorare all'interno del perimetro One Health, quella bussola che ci permetterà di tutelare salute umana, animale e ambientale per i prossimi anni.

Il testo ha quindi bisogno di integrazioni, tanto più che secondo un sondaggio condotto da YouGov l'anno scorso, in Italia 8 intervistati su 10 ritengono il benessere dei pesci "importante" o "molto importante" e vorrebbero che le etichette fossero trasparenti a riguardo. Si tratta quindi di un tema che non può essere ignorato né trattato diffondendo informazioni parziali e potenzialmente fuorvianti. Noi di Essere Animali rimaniamo aperti al dialogo e desiderosi di contribuire e supportare le aziende che vorranno continuare questo importante percorso che sta a cuore a consumatori, istituzioni e allevatori virtuosi.

Photo credits Essere Animali

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