
Jakub Mensik trionfa a Miami: a 19 anni batte Djokovic. È lui il vero rivale di Sinner?

03/31/2025 03:57 AM
"Questa new new new generation busserà alla porta di Sinner e Alcaraz nei prossimi anni”, aveva dichiarato Novak Djokovic appena sette giorni fa. Intanto però, ha bussato alla porta del serbo, e in maniera fragorosa. Jakub Mensik a 19 anni trionfa a Miami, conquista il suo primo titolo in carriera, che coincide, ovviamente, anche con il primo Masters1000. Lo fa superando per 7-6 7-6 Djokovic, al termine di una partita tirata, iniziata con 6 ore di ritardo a causa della pioggia, che già era stata segnalata per essere quella con il divario d'età più ampio di sempre in questa categoria: 18 anni e 102 giorni. Il 19enne diventa così il secondo più giovane a vincere in Florida dopo CarlosAlcaraz, che ha sollevato il trofeo nel 2022 a soli 18 anni. Inoltre riporta in Repubblica Ceca un titolo 1000 che mancava dal 2005 (TomasBerdych a Parigi-Bercy). Mille punti che cambiano totalmente le prospettive di Mensik in classifica. Nel ranking e nella Race il balzo è rispettivamente di trenta e quaranta posizioni. Nella prima ora è al numero 24 del mondo, nella seconda addirittura in sesta posizione. E la sensazione è che la scalata sia appena cominciata.
Roberto Bautista Agut, JackDraper, Roman Safiullin, TomasMachac, Arthur Fils, TaylorFritz e infine Novak Djokovic. È stato un percorso complicato, insidioso e duro quello che ha regalato a Mensik il primo trofeo della carriera. Ha scelto Miami per arrivare definitivamente, ma erano in tanti ad aspettarlo. Un torneo conquistato meritatamente, in cui il ceco ha messo in mostra tutte le sue doti: la solidità da fondo con il diritto e il rovescio, il servizio, ma soprattutto la sua grandepersonalità. Quel fondamentale che nello sport (e nel tennis più di tutti) separa le categorie e modella le carriere. Quell'attitudine che permette a un giovane di soli 19 anni di presentarsi di fronte al proprio idolo d'infanzia – un giocatore da 24 Slam e 428 settimane da numero 1 del mondo – e nontremare, andando oltre quell’inevitabile peso psicologico che Djokovic ti costringe a sopportare in campo.
Mensik con questo successo si fa capostipite di quella che Nole, come detto, ha chiamato "new new new generation", insieme a JoaoFonseca, che in questo primo scorcio di stagione ha già messo da parte un titoloAtp e tre Challenger. Il ceco è più solido e continuo, il brasiliano più esplosivo e talentuoso. Il primo è arrivato al grande pubblico un pò in sordina, il secondo invece convive da più di un anno con attenzioni e aspettative crescenti. L'anno di nascita che li separa (Mensik 2005, Fonseca 2006) per il momento sta facendo la differenza in termini di classifica e di costanza di rendimento, ma è plausibile pensare che nel corso dei prossimi mesi questa distanza si ridurrà drasticamente. Insieme hanno idealmente lanciato la sfida a Jannik Sinner e CarlosAlcaraz. Ma non ci sono solo loro, anche altri si stanno mettendo in luce in questo inizio di 2025, come lo statunitense LeanerTien (classe 2005, numero 66 del mondo) o Martin Landaluce (classe 2006, posizione 153). Giocatori più indietro nel percorso, forse anche meno forti, ma che sicuramente saranno protagonisti nel tennis nel prossimo futuro.
E Djokovic? Il serbo deve rimandare ancora l'appuntamento con il titolo numero 100. Una sconfitta amara, che evidenzia nuovamente come la fase conclusiva della carriera sia davvero cominciata, ma anche che qualche soddisfazione possa ancora arrivare. D'altronde il serbo (che tra un mese compirà 38anni) è ancora numero 5 del mondo e in questi primi tre mesi di stagione ha messo insieme una semifinaleSlam all'Australian Open e una finale1000. Poco sicuramente per uno come lui, ma non poco in generale. Per trovare l'ultimo titolo (oro olimpico escluso) dobbiamo ormai tornare indietro di un anno e mezzo. Erano le Atp Finals 2023.
La partita – L'attesa non spossa Mensik, anzi ne amplifica la voglia. E così, pronti, via, break. Il ceco spezza l'equilibrio, sorprende Djokovic e si porta avanti, prima 3-0 e poi 4-1. A questo punto il serbo ritrova brillantezza al servizio e in risposta, e con questi arriva anche il controbreak nel settimo game. Alla prima occasione va a segno. Mensik e Djokovic fanno valere i propri servizi fino all'inevitabile tie-break, dove il 19enne si dimostra implacabile: 7 punti a 4, 7-6. Nel secondo set, Mensik prova a sfruttare l'inerzia creatasi, Djokovic cerca di arginare. Sul 2-2 Nole salva due palle break, mentre il giovane ceco non concede assolutamentenulla (zero occasioni in tutto il parziale). Game dopo game si arriva di nuovo al tie-break. E anche questa volta Mensik non trema. La prima esterna, la risposta di Djokovic che non rientra: Mensik, 7-6.
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