"L'Ucraina pronta alle elezioni dopo il cessate il fuoco definitivo": i piani di Zelensky secondo l'Economist

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Una volta entrato in vigore un cessate il fuoco totale, l’Ucraina voterà. A scriverlo è l’Economist, secondo cui il presidente Volodymir Zelensky ha dato istruzioni per avviare i preparativi per le elezioni questa estate, dopo la tregua definitiva. Zelensky ha presieduto una riunione dedicata a questo la scorsa settimana lasciando intendere, secondo le fonti citate dal settimanale, di voler procedere velocemente per lasciare poco tempo all'opposizione di organizzarsi e non lasciare spazio a un disgregamento dell'unità nazionale. Ieri Donald Trump ha minacciato l'introduzione di dazi contro la Russia e i Paesi che acquistano petrolio dalla Russia se entro un mese non sarà entrato in vigore il cessate il fuoco. Entro il prossimo 5 maggio la Verkhovna Rada, il parlamento di Kiev, dovrà votare se estendere o meno la legge marziale introdotta subito dopo l'inizio dell'invasione della Russia, visto che non possono svolgersi in Ucraina elezioni con la legge marziale in vigore. La legge richiede inoltre un periodo minimo di 60 giorni per la campagna elettorale e fonti citate dal settimanale britannico spiegano che saranno necessari almeno tre mesi per aggiornare i registri elettorali. Si discute inoltre della possibilità di usare la app del governo Diia per consentire ai soldati al fronte e agli sfollati di votare. A fronte del ritorno alle urne, RBC-Ucraina ha chiesto a Valery Zaluzhny, ex comandante in capo delle forze armate dell'Ucraina e ora ambasciatore a Londra, da più parti indicato come il rivale di Zelensky alle prossime elezioni in Ucraina, se voglia o meno candidarsi. Ma il militare non scopre le carte. “La mia risposta a questo non è cambiata – ha detto-. Mentre la guerra è in corso, dobbiamo tutti lavorare per salvare il paese, e non pensare alle elezioni. Non commento le varie voci”.

Dal Cremlino, nei giorni scorsi, erano state avanzate proposte alternative per un cambio ai vertici dell’Ucraina. Putin aveva infatti chiesto l’istituzione di una "amministrazione transitoria" sotto l'egida dell'Onu al fine di organizzare elezioni presidenziali "democratiche" per poi negoziare un accordo di pace con le nuove autorità. Ma la proposta è stata respinta dagli Usa: un portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca ha infatti dichiarato, scrive Reuters, che il governo di Kiev è determinato dalla sua costituzione e dai suoi cittadini. All’origine della proposta di Mosca, la convinzione che Zelensky sia un leader illegittimo, visto che non ha organizzato elezioni al termine naturale del suo mandato, a maggio 2024, a causa del conflitto in corso in Ucraina. Peraltro, già alla fine dell’anno precedente Zelensky aveva dichiarato l’impossibilità di indirle. Sulla posizione russa è caduto anche Donald Trump, che solo il mese scorso aveva definito il presidente ucraino un “dittatore mai eletto” e un “comico mediocre”, prima del drammatico showdown nello Studio Ovale che ha fatto saltare l'accordo tra Kiev e Washington sulle terre rare. Ora, l'intesa sembra invece essere vicina alla firma: “La parte ucraina ha ricevuto ufficialmente, con una nota, le proposte americane”, ha annunciato Zelensky senza fornire dettagli su questa nuova versione. Secondo i media, sarebbe molto sfavorevole per l'Ucraina, anche a giudicare dalla reazione russa: “Gli americani hanno presentato un'eccellente bozza di accordo sulle materie prime al maniaco di Kiev. Se il regime di Kiev lo approva”, Zelensky “e soci saranno impiccati a piazza Maidan, come Mussolini”, ha commentato il superfalco di Putin, Dmitri Medvedev.

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