
"ChatGPT mi accusa di aver ucciso i miei figli, dice che sono stato condannato a 21 anni di carcere ma è tutto falso": la denuncia choc contro OpenAI

03/24/2025 04:58 AM
“Chi è Arve Hjalmar Holmen?”. Una domanda innocente, posta a ChatGPT per curiosità. Ma la risposta del chatbot di OpenAI ha trasformato un semplice esperimento in un incubo per questo cittadino norvegese. Tutto è iniziato quando l’uomo ha pensato di chiedere all’intelligenza artificiale cosa sapesse sul suo conto, ponendogli la domanda “chi è” accompagnata dal suo nome. Di certo mai si sarebbe aspettato la risposta che gli è arrivata: “Arve Hjalmar Holmen è un individuo norvegese che ha attirato l’attenzione a causa di un drammatico evento. Era il padre di due bambini, di sette e dieci anni, che sono stati tragicamente trovati morti in uno stagno vicino alla loro casa a Trondheim, in Norvegia, nel dicembre 2020. […] Holmen è stato condannato a 21 anni di carcere, la pena massima prevista in Norvegia”, ha detto Chatgpt.
Peccato che nulla di tutto ciò è mai accaduto: Holmen ha sì tre figli, ma non è mai stato coinvolto in alcun crimine, tantomeno nell’omicidio dei suoi bambini. Un caso eclatante di “allucinazione” dell’intelligenza artificiale, ovvero quando un chatbot genera informazioni errate spacciandole per reali. Un problema che ha già coinvolto altri sistemi di IA, come Gemini di Google e Apple Intelligence. “Alcuni pensano che non ci sia fumo senza fuoco. Il fatto che qualcuno possa leggere questa risposta e crederci è ciò che mi spaventa di più“, ha dichiarato Holmen alla Bbc.
E così, con il supporto del gruppo per i diritti digitali Noyb (None of Your Business), Holmen ha presentato una denuncia all’Autorità per la protezione dei dati norvegese, chiedendo che OpenAI venga multata per violazione delle norme europee sulla protezione dei dati (GDPR). Secondo Noyb, ChatGPT ha diffuso “informazioni diffamatorie e prive di fondamento“, violando il diritto all’accuratezza dei dati personali. E il fatto che il chatbot riporti un disclaimer in cui avverte che “ChatGPT può commettere errori” e invita a verificare le informazioni, non è sufficiente: “Non si può semplicemente diffondere informazioni false e poi aggiungere un piccolo disclaimer dicendo che tutto ciò che è stato detto potrebbe non essere vero“, ha dichiarato alla Bbc l’avvocato di Noyb, Joakim Söderberg.
La denuncia di Noyb punta il dito anche contro la mancanza di trasparenza di OpenAI: “OpenAI non risponde alle richieste di accesso, rendendo impossibile capire quali dati siano effettivamente presenti nel sistema”. L’organizzazione chiede quindi che la società di Sam Altman sia obbligata ad aggiornare il proprio modello per conformarlo alle norme comunitarie. Periodicamente OpenAI rilascia aggiornamenti che migliorano la funzionalità di ChatGPT per consultare notizie più recenti, ma il problema delle “allucinazioni” persiste.
L'articolo “ChatGPT mi accusa di aver ucciso i miei figli, dice che sono stato condannato a 21 anni di carcere ma è tutto falso”: la denuncia choc contro OpenAI proviene da Il Fatto Quotidiano.