
Papa Francesco torna a Casa Santa Marta: per lui ossigenoterapia e fisioterapia motoria e respiratoria

03/24/2025 10:08 AM
Dopo 38 giorni di ricovero al Gemelli per una polmonite bilaterale, Papa Francesco è tornato a casa e ha trascorso la sua prima notte a Casa Santa Marta. Bergoglio, già nel primo pomeriggio di domenica 23 marzo, e pur con le limitazioni dovute alla convalescenza e alle terapie che deve ancora seguire, ha potuto ‘riconquistare’ i suo spazi nel residence vaticano che ha eletto a sua residenza: in particolare la suite 201 dove alloggia, anche se tutto il secondo piano di Santa Marta, di fatto, è riservato per intero al Pontefice, alle sue esigenze di lavoro e agli spazi per i collaboratori. Per la convalescenza del Papa, che durerà almeno due mesi, non ci sono stati allestimenti particolari, ha assicurato il suo medico curante Luigi Carbone nel briefing di sabato con i giornalisti. E per le eventuali emergenze sarà sufficiente “il servizio h24 della Sanità ed igiene” della Città del Vaticano. Il Papa avrà bisogno dell'ossigeno. E conterà su una “assistenzaspecialistica” per la quale “ci siamo preparati al meglio”, ha aggiunto Carbone. Tra le mura vaticane il Pontefice prosegue le terapie farmacologiche e la fisioterapia motoria e respiratoria: quest'ultima contribuirà anche alla riabilitazione necessaria per riprendere a parlare normalmente e con fluidità. I medici hanno raccomandato a Francesco di limitare al massimo le visite e gli incontri.
Secondo Giorgio Sesti, professore ordinario di Medicina Interna presso La Sapienza e direttore della UOC di Medicina Interna dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea, i tempi di ripresa di Papa Francesco, sostenuti dalle cure riabilitative a Santa Marta, “non sono di facile previsione” perché dipenderanno “dalla risposta individuale” alle terapie. Ma se i medici del Gemelli, “che hanno un quadro più preciso e dettagliato”, hanno prescritto due mesi di riposo e di riabilitazione, “è prevedibile che in questo arco di tempo” il Pontefice “possa riprendere una normale e totale attività” ha detto, aggiungendo che “non potrà sicuramente celebrare le funzioni di Pasqua”. Come durante il ricovero, per il Pontefice si continuerà con “una riabilitazione motoria ‘classica’, perché chi è stato a lungo allettato, soprattutto se è una persona avanti con l'età – ricorda il medico – perde rapidamente la massa e il tono muscolare, quindi anche i movimenti semplici nelle attività quotidiane sono faticosi. Occorre ricreare il tonomuscolare, ricominciare con la posizione seduta per le attività lavorative, di lettura e per mangiare. E provare a rimettere il paziente in piedi per far lavorare i muscoli, anche se poi per gli spostamenti Sua Santità userà ancora per un po’ la carrozzina”.
Proseguirà anche la “riabilitazione respiratoria, con esercizi che aiutano a mobilizzare quei muscoli che normalmente noi non ci accorgiamo di utilizzare e che servono soprattutto per la respirazione. Mettere l'aria dentro i polmoni – sottolinea Sesti – è un processo che prevede una serie di contrazioni di muscoli per allargare la gabbiatoracica. Questo allargamento fa arrivare più aria che serve per ossigenare il sangue e i polmoni. E' molto importante perché consente di avere degli scambi d'ossigeno adeguati ed evitare di usare l'ossigenoterapia. Se si riesce, ad esempio, a non usare più supporto durante la notte, togliendo la mascherina, il sonno sarà meno disturbato, il riposo migliore e l'organismo recupererà più rapidamente”.
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