Capello: "Ibra prima di me faceva la foca. Totti non dribblava. Beckham? Buon giocatore. Baggio aveva tutto"

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Di grandi campioni Fabio Capello ne ha visti tanti. Ospite della trasmissione radiofonica Larmandillo in onda sulla Radio Svizzera Italiana, l’ex allenatore e ora opinionista televisivo ha ripercorso alcune tappe della sua carriera soffermandosi su alcuni dei calciatori che più lo hanno colpito in 27 anni di panchine.

Gianni Rivera e Roberto Baggio sono i giocatori italiani più grandi di sempre – ha sostenuto Capello – Baggio purtroppo si allenava poco al Milan, faceva solo fisioterapia perché aveva un ginocchio disfatto. Ma vedevi comunque la grande qualità che aveva. Certo, se era mezzo zoppo però non poteva giocare con continuità. E non era assolutamente un giocatore ingombrante. Roberto aveva tutto: dribbling, visione di gioco e faceva gol”.

Dopo il Milan, l’allenatore italiano passò al Real Madrid dove ebbe modo di lavorare con tanti fuoriclasse tra cui David Beckham con cui vinse la Liga nella stagione 2006-07: “Buon giocatore, ma non buonissimo. Però grandissimo professionista. Calciava bene e aveva qualità, una grande visione di gioco, anche se non dribblava. Era una persona fantastica, si allenava sempre seriamente. La società non lo voleva più dopo che aveva firmato a gennaio per andare ai Galaxy la stagione successiva, io una settimana lo lasciai fuori ma poi mi impuntai e ottenni il suo reintegro. Con il suo ritorno in campo vincemmo il campionato”.

Un altro giocatore con cui vinse il campionato, in questo caso la Serie A, fu Francesco Totti. Con il leggendario capitano della Roma trionfò infatti nella stagione 2000-01 : “Lui era un centrocampista avanzato con una grande visione di gioco, ma non correva e non aveva dribbling”.

In seguito all’avventura giallorossa, passò alla Juventus che con lui vinse 2 scudetti (poi revocati dalla giustizia sportiva) e fece esplodere Zlatan Ibrahimovic: “Avevo reimpostato tecnicamente Ibra, era migliorato tantissimo. Prima del mio arrivo faceva la foca sulle linee laterali, non faceva gol – ha sottolineato Capello – La mia Juve era fortissima e costruita per vincere, non aveva bisogno di quegli aiuti che si sono inventati. Sbagliammo solo una partita in Champions contro l’Arsenal nella quale eravamo bloccati e giocammo senza qualità e cuore”.

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